sabato 27 giugno 2015

Come estrarre un file tar con php

A partire dal Php 5.2.0, è disponibile la classe Phar, che permette di interagire con archivi Zip e Tar.
In questo post mostro un semplice snippet per estrarre un archivio Tar in una directory temporanea.

$phar = new PharData('nome-archivio.tar');
//Estraggo tutti i files posizionandoli in /tmp/
$phar->extractTo('/tmp/', null, true);

venerdì 26 giugno 2015

Elencare tutti i files con estensione jpg in una directory con php

Oggi pubblico un semplice codice php che sfrutta la comoda funzione glob().
Questa funzione permette di ricercare files con un determinato pattern all'interno di una cartella specificata.
Di seguito, un semplice snippet per ricercare files con estensione .jpg

$_DIR = '/var/www/html/images/';
$images_array = glob($_DIR . '*.jpg');       
foreach ($images_array as $image) {
   echo $image;
}

giovedì 18 giugno 2015

Automatic scaling di una finestra in C#

Sviluppando un software a finestre in C# e non una web application, spesso si ha il problema di renderlo in qualche modo "responsive" e quindi adattabile alle varie risoluzioni dello schermo o al ridimensionamento della finestra.

Dopo aver cercato su internet per un po', sono finalmente giunto ad uno script facile e veloce per gestire la cosa. Una premessa è doverosa: il C# ha un suo metodo di scaling che però non agisce direttamente sui Font. Il che significa che, oltre allo scaling del controllo, è necessario effettuare anche un ridimensionamento del font con la stessa proporzione.
E' importante disabilitare la funzionalità di autoscale nativa, che permette un adattamento solo parziale e successivamente ridimensionare ogni controllo della finestra con una determinata proporzione (ratio).


Di seguito i pochi passi necessari per il corretto funzionamento del ridimensionamento.

1. Aggiungere nelle dichiarazione delle variabili
private Size currSize;
2. Aggiungere nel costruttore, dopo InitializeComponent()
this.AutoScaleMode = AutoScaleMode.None;
currSize = this.Size;
3. Aggiungere la seguente funzione
private void autoscale()
{
   Font tempFont;
   SizeF ratio = SizeF.Empty;
   //calculate resizing ratio
   ratio = new SizeF((float)this.Width / currSize.Width, (float)this.Height / currSize.Height);
   //loop through all controls and scale them
   foreach (Control c in this.Controls)
   {//Get current font size, Scale object and scale font
      tempFont = new Font(c.Font.Name,
      c.Font.SizeInPoints * ratio.Width * ratio.Height);
      c.Scale(ratio);
      c.Font = tempFont;
   }
   //update current size
   currSize = this.Size;
}
4. Utilizzare la funzione precedente nell'evento SizeChanged della windows form
private void Form1_SizeChanged(object sender, EventArgs e)
{
   autoscale();
}

mercoledì 17 giugno 2015

Monitorix - uno snello sistema di monitoring risorse per Linux


Oggi presento Monitorix, un sistema di monitoraggio delle risorse del sistema per Linux. E' strutturato in due parti:
- un demone che colleziona i dati storicizzandoli;
- un webserver con uno script cgi che permette la visualizzazione dei dati raccolti in formato grafico.

L'installazione è molto semplice, sul sito si trovano le istruzioni. Riporto i passi per l'installazione su Debian / Ubuntu:

1. Modificare il file /etc/apt/sources.list aggiungendo
deb http://apt.izzysoft.de/ubuntu generic universe

2. Scaricare la chiave GPG del repository
wget http://apt.izzysoft.de/izzysoft.asc

3. Aggiungere la chiave
sudo apt-key add izzysoft.asc
4. Installare monitorix
sudo apt-get update
sudo apt-get install monitorix

A questo punto, ci si può godere il risultato collegandosi all'indirizzo ip del server sul quale monitorix è installato, oppure in locale: porta 8080, sottocartella monitorix/
http://localhost:8080/monitorix/



venerdì 5 giugno 2015

Caricamento automatico delle classi in Php

In principio fu l'include (o il require) di tanti file php che contenevano funzioni. 
Poi vennero le classi, incluse a mano una per una.
Ed ora? Adesso il Php è un linguaggio molto più maturo, dotato di namespace, che permettono a classi con lo stesso nome di coesistere (con namespace diversi) all'interno dello stesso progetto. In questo modo, includere una libreria di terze parti progettata a namespace non comporta più problemi di omonimia di classi.
Altra caratteristica utilissima, novità rispetto al passato, è l'autocaricamento delle classi. Onde evitare una lunghissima lista di inclusioni, una per ogni classe, è stata introdotta la funzionalità di autoload.
Come funziona? Semplice: utilizzando la funzione spl_autoload_register() spiegheremo all'interprete Php come comportarsi in caso di classi "che non conosce", ovvero che non sono state esplicitamente incluse nello script. Per maggiori informazioni, consiglio il sito ufficiale.
Vediamo un semplice esempio:
//Autoloading classes
spl_autoload_register(function($className)
{
     //Obtain the pure class name
     $pureClassName = getRealClassName($className);
     //Build the path
     $namespace = getNameSpace($className);
     if(file_exists($namespace.'/'.$pureClassName.'.php')) {
         include_once($namespace.'/'.$pureClassName.'.php');
     }
});

function getRealClassName($fullClassName) {
     //Explode class name
     $classNameArray = explode('\\',$fullClassName);
     //Obtain the pure class name
     return end($classNameArray);
}
    
function getNameSpace($fullClassName) {
     //Explode class name
     $classNameArray = explode('\\',$fullClassName);
     //Remove the pure class name
     array_pop($classNameArray);
     //Remove the main namespace (first)
     array_shift($classNameArray); 
     //Build the path
     $namespace = implode('/', $classNameArray);
     return $namespace;
}
Breve spiegazione: nel caso il Php non trovi una classe, tenta una inclusione automatica, cercando il file posizionato nel percorso indicato dal namespace (stessa struttura delle cartelle quindi) e chiamato come il nome della classe, con estensione php. Le due funzioni getRealClassName() e getNameSpace() sono semplici funzioni che interpretano il nome della classe separando namespace dal nome "proprio" della classe stessa. Unica cosa degna di nota, viene eliminato il primo ramo del namespace, che solitamente è il nome del progetto.
Quindi, riassumendo, un comando simile:
new \ProjectName\Core\Othernamespace\Classname()
Causerà una include automatica del percorso
Core/Othernamespace/Classname.php

venerdì 22 maggio 2015

Impostare la replicazione Mysql - procedura passo passo

Se gestite un server MySql in azienda, e volete dormire sonni tranquilli, è ovviamente fondamentale la schedulazione di un backup serale. Questo spesso non è sufficiente: il downtime per il ripristino in caso di guasto può essere troppo lungo, o addirittura può essere concreto il rischio di perdere dati di una buona metà giornata di lavoro.

Per dormire sonni tranquilli, basta affidarsi alla MySql Replication. Come funziona? Semplice, gli attori in gioco sono minimo due:
- un server MySql Master (master_host)
- uno o più server MySql Slave (slave_host)
Una magia rende possibile l'allineamento dei due server: ogni operazione eseguita sul master viene a sua volta eseguita anche sullo slave. Risultato: due server con dati identici (a meno di un leggero scostamento temporale nelle operazioni tra master e slave).
Di seguito la procedura che ho seguito, passo passo, per l'impostazione del sistema.

Fase 1: impostazione del server Master

E' fondamentale spiegare al server MySql principale che farà da Master. Per fare questo occorre agire sul file di configurazione my.cnf (o my.ini) aggiungendo le seguenti direttive nella sezione [mysqld]
[mysqld]
log-bin=mysql-bin
server-id=1
Il parametro server-id può essere un numero qualsiasi tra 1 e (232-1) e deve essere univoco tra i vari server MySql della rete Master Slave che si vuole creare. Il mio consiglio è quello di andare in ordine crescente: 1 per il master, dal 2 in poi per gli slave.
Importante: dopo questa modifica, riavviare il servizio MySql. Da questo momento ogni operazione eseguita sul server sarà salvata in un log.

Fase 2: dump del database del server Master

Si suppone ovviamente che il server MySql che farà da master sia un server che possiede già dei dati al suo interno. Il che significa che è necessario sincronizzare i dati tra master e slave. Per fare ciò, ci viene in aiuto il comando mysqldump
mysqldump -h master_host -u root - p --all-databases --master-data -e > dump.sql
Il comando eseguirà il dump creando il file dump.sql. Apriamo a questo punto il file con un editor di testi e segnamoci, da una parte, i comandi relativi al master_log_file e master_log_pos. Ad esempio, nel mio caso:
MASTER_LOG_FILE='mysql-bin.000016', MASTER_LOG_POS=458850265;
Come ho scritto, segnamo a parte le informazioni relative al log file e alla posizione del log. La posizione del log indicherà allo slave la posizione di partenza del dump importato.

Fase 3: creazione di un utente specifico per la replicazione

Questa fase non è obbligatoria ma altamente consigliata. Semplicemente è necessario creare un utente per la replicazione sul server master:
CREATE USER 'repl'@'%' IDENTIFIED BY 'slavepass';
GRANT REPLICATION SLAVE ON *.* TO 'repl'@'%';

Fase 4: impostazione del server slave

Sul server slave, è necessario inserire nel file di configurazione, nella sezione [mysqld], la direttiva
[mysqld]
server-id=2
o comunque un numero diverso da altri server Mysql e soprattutto differente dall'id del master. Riavviare il servizio MySql del server slave.

Fase 5: importazione del dump sul server slave

E' necessario in questa fase importare il dump precedentemente creato. Dalla shell eseguire:
mysql -h slave_host -u root -p < dump.sql
Ed attendere il completamento dell'operazione.

Fase 6: impostazione delle informazioni del master sul server slave

In questa fase, il server slave viene informato su quale sarà il suo master di riferimento. Avendo sotto mano la posizione del log e il nome del log del master segnato in precedenza, è necessario eseguire sul server slave:
CHANGE MASTER TO
MASTER_HOST='master_host',
MASTER_USER='repl',
MASTER_PASSWORD='slavepass',
MASTER_LOG_FILE='mysql-bin.000016',
MASTER_LOG_POS=458850265

Fase 7: avvio della replicazione sul server slave

Con un semplice
START SLAVE;
si iniziano le danze. E' possibile a questo punto controllare lo stato della replicazione eseguendo sul server slave
SHOW SLAVE STATUS;

[Immagine via clusterdb.com]

giovedì 14 maggio 2015

JarvisPHP - Il tuo maggiordomo personale in Php!


JarvisPhp è la mia ultima creazione. In breve si tratta di un sistema REST API scritto in Php che permette una interazione diretta con l'utente attraverso dei comandi. Questi comandi possono essere vocali, pronunciati e riconosciuti da un STT (Speech to text) come ad esempio una applicazione Android mediante le funzioni Android STT,  e successivamente inviati (in stringa) alle API di JarvisPHP.
Lo scenario è il seguente: l'utente (il padrone di casa) parla attraverso un auricolare bluetooth collegato con uno smartphone, premendo il bottone dell'auricolare. Il comando viene interpretato dal riconoscitore vocale della app ed inviato a JarvisPHP, che tenta di comprenderlo ed eseguire qualche azione.
JarvisPHP è stato pensato per un Raspberry PI vista la sua comodità e dimensione, ma può essere usato su qualsiasi sistema *nix.


Download

E' possibile scaricare l'ultima versione di JarvisPHP su Github a questo indirizzo:
https://github.com/bianchins/JarvisPHP


Documentazione

Potete fare riferimento al wiki per tutta la documentazione:
https://github.com/bianchins/JarvisPHP/wiki/


Architettura del sistema

Come può JarvisPHP eseguire una azione? Come riesce ad interagire con l'ambiente? Semplicemente, utilizza dei plugins per eseguire il comando che ha interpretato. Per esempio, chiedendo "Chi sei?" il sistema attiverà il plugin "Info plugin" che risponderà "Il mio nome è...".
Un plugin (è semplicissimo scrivere un proprio plugin, basta seguire queste istruzioni) può fare qualsiasi cosa: per esempio, interagire con l'interfaccia GPIO di un Raspberry Pi (http://www.raspberrypi.org), suonare musica, interrogare API pubbliche meteo, leggere email, connettersi a facebook e leggere le notifiche, e così via.

sabato 10 gennaio 2015

Summernote - un editor WYSIWYG per Bootstrap

Oggi presento Summernote, un editor WYSIWYG per Bootstrap molto ben fatto. Tra le caratteristiche che lo rendono un ottimo prodotto (a mio parere) sono la facilità di installazione, la gestione del menù personalizzata e la possibilità di mostrare il sorgente del testo immesso.

Installazione

Si può installare direttamente dai sorgenti oppure tramite bower:
bower install summernote

Dipendenze

Utilizza ovviamente Bootstrap (e jQuery), assieme a font-awesome. Questo significa che è necessario includere i seguenti file (se non sono già inclusi nella pagina html):
<link href="//netdna.bootstrapcdn.com/font-awesome/4.0.3/css/font-awesome.min.css" rel="stylesheet"></link>

<!-- include summernote css/js-->
<link href="summernote.css" rel="stylesheet"></link>
<script src="summernote.min.js"></script>

Inserimento del codice html e javascript

Un semplice <div> verrà trasformato in un editor Summernote con poche righe di codice javascript:
<div id="summernote">Hello Summernote</div>
<script>
$(document).ready(function() {
  $('#summernote').summernote();
});
</script>

Risultato


:-)

venerdì 9 gennaio 2015

Il meteo con Php e le API di Yahoo Weather

A tempo perso sto preparando una sveglia con Raspberry PI, che al momento di suonare si colleghi ad un sistema meteo, scarichi le informazioni e le pronunci tramite un sintetizzatore vocale.


Il primo passo è quindi quello di sviluppare un sistema che possa comprendere le condizioni meteo esterne. Ho trovato il servizio di API Yahoo Weather e me ne sono innamorato!
Di seguito è mostrato il codice dello script php che ho sviluppato: utilizza le funzioni curl per interfacciarsi con le API che rispondono in JSON, ho mappato i codici delle condizioni meteo in italiano (come da documentazione ufficiale) e ho scovato su stackoverflow una funzione per tradurre la direzione del vento da gradi alle classiche direzioni da rosa dei venti.
<?php

//Tradotto in php dall'originale 
//http://stackoverflow.com/questions/7490660/converting-wind-direction-in-angles-to-text-words
function degToCompass($num) {
    $val=floor(($num/22.5)+.5);
    $arr=["N","NNE","NE","ENE","E","ESE", "SE", "SSE","S","SSW","SW","WSW","W","WNW","NW","NNW"];
    return $arr[($val % 16)];
}


$condizioni = array(
"0"=>  "tornado",
"1"=>  "tempesta tropicale",
"2"=>  "uragano",
"3"=>  "forti temporali",
"4"=>  "temporali",
"5"=>  "pioggia mista a neve",
"6"=>  "pioggia mista a nevischio",
"7"=>  "neve mista a nevischio",
"8"=>  "pioviggine gelata",
"9"=>  "pioggerella",
"10"=>  "pioggia gelata",
"11"=>  "rovesci",
"12"=>  "rovesci",
"13"=>  "raffiche di neve",
"14"=>  "rovesci di neve leggeri",
"15"=>  "soffia neve",
"16"=>  "neve",
"17"=>  "grandinare",
"18"=>  "nevischio",
"19"=>  "polvere",
"20"=>  "nebbioso",
"21"=>  "foschia",
"22"=>  "foschia",
"23"=>  "ventoso",
"24"=>  "ventoso",
"25"=>  "freddo",
"26"=>    "nuvoloso",
"27"=>  "Sereno",
"28"=>  "Sereno",
"29"=>  "parzialmente nuvoloso",
"30"=>  "parzialmente nuvoloso",
"31"=>  "Sereno",
"32"=>  "soleggiato",
"33"=>  "Sereno",
"34"=>  "Sereno",
"35"=>  "pioggia mista e grandine",
"36"=>  "caldo",
"37"=>  "isolati temporali",
"38"=>  "temporali sparsi",
"39"=>  "temporali sparsi",
"40"=>  "Rovesci sparsi",
"41"=>  "tormenta di neve",
"42"=>  "rovesci di neve sparsi",
"43"=>  "tormenta di neve",
"44"=>  "parzialmente nuvoloso",
"45"=>  "rovesci temporaleschi",
"46"=>  "rovesci di neve",
"47"=>  "Temporali isolati",
"3200"=>  "non disponibile"
);

$BASE_URL = "http://query.yahooapis.com/v1/public/yql";

$yql_query = 'select * from weather.forecast where woeid in (select woeid from geo.places(1) where text="Rimini, Italy") and u="c"';
$yql_query_url = $BASE_URL . "?q=" . urlencode($yql_query) . "&format=json";

$session = curl_init($yql_query_url);
curl_setopt($session, CURLOPT_RETURNTRANSFER,true);
$json = curl_exec($session);
$phpObj =  json_decode($json);
echo "\nMeteo per Rimini\n";
echo "----------------\n";
echo "Temperatura:      ";
echo $phpObj->query->results->channel->item->condition->temp."° C\n";
echo "Condizioni meteo: ";
echo $condizioni[$phpObj->query->results->channel->item->condition->code]."\n";
echo "Alba:             ";
echo $phpObj->query->results->channel->astronomy->sunrise."\n";
echo "Tramonto:         ";
echo $phpObj->query->results->channel->astronomy->sunset."\n";
echo "Umidità:          ";
echo $phpObj->query->results->channel->atmosphere->humidity."%\n";
echo "Pressione:        ";
echo $phpObj->query->results->channel->atmosphere->pressure." millibar\n";
echo "Previsioni:       ";
echo $condizioni[$phpObj->query->results->channel->item->forecast[0]->code];
echo ", t. max ".$phpObj->query->results->channel->item->forecast[0]->high;
echo "° C, t. min ".$phpObj->query->results->channel->item->forecast[0]->low." °C \n";

echo "Vento:            ";
echo $phpObj->query->results->channel->wind->speed." km/h ";
echo degToCompass($phpObj->query->results->channel->wind->direction)."\n";

giovedì 23 ottobre 2014

Estendere un disco LVM in Ubuntu Server 14.04 su Aruba Cloud

Una delle comodità dei server in cloud è la possibilità di aggiungere risorse man mano che servono. Mentre per CPU e Ram è sufficiente operare sul pannello di controllo dell'infrastruttura cloud, per l'aumento dello spazio disco bisogna eseguire qualche operazione in più. Per quale motivo? Perché lo spazio aggiuntivo, impostato dal configuratore, estende il disco fisicamente, ma non la partizione del sistema operativo. E senza queste operazioni ci si ritroverà un disco più grande, ma la partizione (attiva) del sistema operativo delle dimensioni precedenti!

Avendo alcuni server su Aruba Cloud, ho avuto la necessità di estendere il disco di una macchina virtuale con sistema operativo Ubuntu Server 14.04. Le istruzioni che mostrerò sono però valide anche per altri sistemi operativi linux, in particolare tutti quelli che supportano LVM.

Il primo passo sarà quello di spegnere la macchina virtuale ed agire sul pannello di controllo del cloud, aggiungendo spazio al disco principale. Nel mio caso sono voluto passare da 10 GB a 30 GB.
Si può ora riattivare la macchina virtuale. I passi sono semplici:

1. controllare mediante il comando parted l'effettivo spazio libero non allocato, digitandovi il comando print free ed analizzando il risultato. Ciò che ci interessa, è la riga "Free Space" di 21.5 GB (nel mio caso).
Per uscire, basta digitare "q".
root@CloudServer:~# parted
GNU Parted 2.3
Using /dev/sda
Welcome to GNU Parted! Type 'help' to view a list of commands.
(parted) print free                                                       
Model: VMware Virtual disk (scsi)
Disk /dev/sda: 32.2GB
Sector size (logical/physical): 512B/512B
Partition Table: msdos

Number  Start   End     Size    Type      File system  Flags
        32.3kB  1049kB  1016kB            Free Space
 1      1049kB  256MB   255MB   primary   ext2         boot
        256MB   257MB   1048kB            Free Space
 2      257MB   10.7GB  10.5GB  extended
 5      257MB   10.7GB  10.5GB  logical                lvm
        10.7GB  32.2GB  21.5GB            Free Space
2. creare una nuova partizione con il comando
root@CloudServer:~# cfdisk
selezionare la riga dello spazio libero interessato, selezionare New, poi scegliere partizione Logica [Edit: un utente mi ha giustamente fatto notare che a questo punto, è necessario specificarne il formato, ossia 8E]. Infine selezionare Write per salvare le modifiche e infine Quit per uscire. Nel mio caso è stato necessario riavviare la macchina virtuale, quindi consiglio di farlo.

3. controllare l'avvenuta creazione della partizione, nel mio caso /dev/sda6
root@CloudServer:~# fdisk -l /dev/sda

Disk /dev/sda: 32.2 GB, 32212254720 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 3916 cylinders, total 62914560 sectors
Units = sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes
Disk identifier: 0x000bc621

   Device Boot      Start         End      Blocks   Id  System
/dev/sda1   *        2048      499711      248832   83  Linux
/dev/sda2          501758    62914559    31206401    5  Extended
/dev/sda5          501760    20969471    10233856   8e  Linux LVM
/dev/sda6        20969535    62914559    20972512+  83  Linux

4. creare il volume fisico per sda6
root@CloudServer:~# pvcreate /dev/sda6
  Physical volume "/dev/sda6" successfully created

5. controllare i volumi fisici
root@CloudServer:~# pvdisplay
  --- Physical volume ---
  PV Name               /dev/sda5
  VG Name               vg
  PV Size               9.76 GiB / not usable 2.00 MiB
  Allocatable           yes (but full)
  PE Size               4.00 MiB
  Total PE              2498
  Free PE               0
  Allocated PE          2498
  PV UUID               5fDfUK-6RjG-nFMX-iNgM-44rF-7zz0-4JIr9Y
   
  "/dev/sda6" is a new physical volume of "20.00 GiB"
  --- NEW Physical volume ---
  PV Name               /dev/sda6
  VG Name               
  PV Size               20.00 GiB
  Allocatable           NO
  PE Size               0   
  Total PE              0
  Free PE               0
  Allocated PE          0
  PV UUID               hu4B6U-WDfx-zocW-13uX-BiwJ-2CoM-LHKhT9

6.  estendere il nuovo volume creato (sda6) dandogli lo stesso VG name del volume principale (sda5), nel mio caso vg
root@CloudServer:~# vgextend vg /dev/sda6
  Volume group "vg" successfully extended

7. controllare il nome del volume logico da estendere (nel mio caso /dev/vg/lv_root)
root@CloudServer:~# lvdisplay
  --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg/lv_swap
  LV Name                lv_swap
  VG Name                vg
  LV UUID                CohmrO-3wcX-zLMV-exxT-gUDu-dAxo-vJhfD4
  LV Write Access        read/write
  LV Creation host, time ubuntu, 2014-07-18 10:33:32 +0200
  LV Status              available
  # open                 2
  LV Size                952.00 MiB
  Current LE             238
  Segments               1
  Allocation             inherit
  Read ahead sectors     auto
  - currently set to     256
  Block device           252:0
   
  --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg/lv_root
  LV Name                lv_root
  VG Name                vg
  LV UUID                VxYaWt-nPDZ-zTos-Bhbk-0dyz-vlX4-5P06Qc
  LV Write Access        read/write
  LV Creation host, time ubuntu, 2014-07-18 10:33:44 +0200
  LV Status              available
  # open                 1
  LV Size                8.83 GiB
  Current LE             2260
  Segments               1
  Allocation             inherit
  Read ahead sectors     auto
  - currently set to     256
  Block device           252:1

8. estendere il volume logico
root@CloudServer:~# lvextend -l+100%FREE /dev/vg/lv_root
  Extending logical volume lv_root to 28.82 GiB
  Logical volume lv_root successfully resized

9. estendere il file system
root@CloudServer:~# resize2fs /dev/mapper/vg-lv_root 
resize2fs 1.42.9 (4-Feb-2014)
Filesystem at /dev/mapper/vg-lv_root is mounted on /; on-line resizing required
old_desc_blocks = 1, new_desc_blocks = 2
The filesystem on /dev/mapper/vg-lv_root is now 7556096 blocks long.

10. controllare lo spazio libero per assicurarsi che tutto sia andato a buon fine
root@CloudServer:~# df -h
Filesystem              Size  Used Avail Use% Mounted on
/dev/mapper/vg-lv_root   29G  1.7G   26G   6% /
none                    4.0K     0  4.0K   0% /sys/fs/cgroup
udev                    991M  4.0K  991M   1% /dev
tmpfs                   201M  532K  200M   1% /run
none                    5.0M     0  5.0M   0% /run/lock
none                   1002M     0 1002M   0% /run/shm
none                    100M     0  100M   0% /run/user
/dev/sda1               236M   39M  185M  18% /boot

Ho liberamente adattato le istruzioni che si possono trovare a questo indirizzo per farli funzionare correttamente con il template Ubuntu 14.04 di Aruba Cloud.

lunedì 7 aprile 2014

Includere un file html esterno con jQuery

Un semplice snippet per includere dinamicamente il contenuto html di un file esterno con jQuery:

 $('body').append($('<div></div>').load('file_esterno.html', function() {
   //Qui operazioni opzionali sull'html appena caricato
 });
:-)

giovedì 3 aprile 2014

jVectorMap - Mappe geografiche vettoriali in Javascript

jVectoMap è una utile libreria che permette di mostrare ed interagire con mappe geografiche vettoriali in Javascript. Il vantaggio di questo progetto, oltre a quello di essere open source, è che utilizza tecnologie native dei browser, quindi html, javascript, svg o vml, css, senza bisogno di plugin aggiuntivi. La sezione tutorial è molto ben fatta, ne consiglio una attenta lettura.
Qualche tempo fa ho avuto bisogno di sfruttare questa libreria per mostrare una mappa geografica della provenienza dei preventivi richiesti dagli utenti su un determinato sito web. Per ottimizzare tutto però ho voluto caricare i dati relativi al numero dei preventivi dei singoli stati in ajax con il formato JSON, vediamo come.
<div id="mappamondo-richieste" style="height:350px;width:100%;"></div>

$.ajax({
   type: "GET",
   url: 'http://api.example.com/stats/world/',
   dataType: "json",
   }).done(function( json_response ) { 
                            
     $('#mappamondo-richieste').vectorMap({
      map: 'world_mill_en',
      series: {
        regions: [{
          values: json_response.worldData,
          scale: ['#C8EEFF', '#0071A4'],
          normalizeFunction: 'polynomial'
        }]
      },
      onRegionLabelShow: function(e, el, code){
        if(!json_response.worldData[code]) json_response.worldData[code] = 0;
          el.html(el.html()+' ('+json_response.worldData[code]+')');
        }
      });
                            
    }).fail(function(jqXHR, textStatus) {
       console.log( "Request failed: " + textStatus + " " + jqXHR.status );
    });

La mappa utilizzata è la world_mill_en, ossia rappresenta l'intero globo terrestre. Le sigle delle nazioni seguono il formato a due lettere (ad esempio IT per Italia, FR per Francia, DE per Germania, ecc.).
L'url richiamata è una API (nel mio progetto scritta in Php) che risponde in formato JSON con una particolare struttura, ad esempio:
{
  "worldData":
  {
    "IT":"97",
    "US":"357"
  }
}
Il risultato finale non delude le mie aspettative :-)

sabato 29 marzo 2014

C# - Stampante direttamente con comandi nativi

Poco tempo fa ho avuto la necessità di stampare, con comandi nativi, su una stampante termica Zebra.
In passato mi era capitato di dover stampare con comandi nativi, ma su stampantine con porta seriale, quindi i comandi altro non erano che stringhe inviate in seriale.
In questo caso, invece, la stampante era collegata via usb e accessibile solo tramite drivers. Come fare? Incredibilmente la Microsoft ci viene in aiuto, e ha pubblicato una classe fantastica chiamata RawPrinterHelper che permette proprio di interagire direttamente con la stampante, a qualsiasi porta essa sia collegata (parallela, usb, seriale).
E' una classe statica, e per usarla è sufficiente eseguire il metodo SendStringToPrinter; il primo parametro sarà il nome della stampante, così come è definita nell'elenco stampanti di Windows, mentre il secondo parametro sarà la stringa di comandi da inviare direttamente alla stampante.
Ad esempio, in caso di una stampante Zebra:
RawPrinterHelper.SendStringToPrinter("Zebra GX420T", "^XA^FDESEMPIO^FS^XZ");
Di seguito posto anche il codice originale della classe, che si può trovare comunque a questo indirizzo: http://support.microsoft.com/kb/322091/it
using System;
using System.Drawing;
using System.Drawing.Printing;
using System.Windows.Forms;
using System.Runtime.InteropServices;
using System.IO;

namespace TintoLavaApp
{
    public class RawPrinterHelper
    {
        // Structure and API declarions:
        [StructLayout(LayoutKind.Sequential, CharSet = CharSet.Ansi)]
        public class DOCINFOA
        {
            [MarshalAs(UnmanagedType.LPStr)]
            public string pDocName;
            [MarshalAs(UnmanagedType.LPStr)]
            public string pOutputFile;
            [MarshalAs(UnmanagedType.LPStr)]
            public string pDataType;
        }
        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "OpenPrinterA", SetLastError = true, CharSet = CharSet.Ansi, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool OpenPrinter([MarshalAs(UnmanagedType.LPStr)] string szPrinter, out IntPtr hPrinter, IntPtr pd);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "ClosePrinter", SetLastError = true, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool ClosePrinter(IntPtr hPrinter);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "StartDocPrinterA", SetLastError = true, CharSet = CharSet.Ansi, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool StartDocPrinter(IntPtr hPrinter, Int32 level, [In, MarshalAs(UnmanagedType.LPStruct)] DOCINFOA di);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "EndDocPrinter", SetLastError = true, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool EndDocPrinter(IntPtr hPrinter);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "StartPagePrinter", SetLastError = true, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool StartPagePrinter(IntPtr hPrinter);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "EndPagePrinter", SetLastError = true, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool EndPagePrinter(IntPtr hPrinter);

        [DllImport("winspool.Drv", EntryPoint = "WritePrinter", SetLastError = true, ExactSpelling = true, CallingConvention = CallingConvention.StdCall)]
        public static extern bool WritePrinter(IntPtr hPrinter, IntPtr pBytes, Int32 dwCount, out Int32 dwWritten);

        // SendBytesToPrinter()
        // When the function is given a printer name and an unmanaged array
        // of bytes, the function sends those bytes to the print queue.
        // Returns true on success, false on failure.
        public static bool SendBytesToPrinter(string szPrinterName, IntPtr pBytes, Int32 dwCount)
        {
            Int32 dwError = 0, dwWritten = 0;
            IntPtr hPrinter = new IntPtr(0);
            DOCINFOA di = new DOCINFOA();
            bool bSuccess = false; // Assume failure unless you specifically succeed.

            di.pDocName = "My C#.NET RAW Document";
            di.pDataType = "RAW";

            // Open the printer.
            if (OpenPrinter(szPrinterName.Normalize(), out hPrinter, IntPtr.Zero))
            {
                // Start a document.
                if (StartDocPrinter(hPrinter, 1, di))
                {
                    // Start a page.
                    if (StartPagePrinter(hPrinter))
                    {
                        // Write your bytes.
                        bSuccess = WritePrinter(hPrinter, pBytes, dwCount, out dwWritten);
                        EndPagePrinter(hPrinter);
                    }
                    EndDocPrinter(hPrinter);
                }
                ClosePrinter(hPrinter);
            }
            // If you did not succeed, GetLastError may give more information
            // about why not.
            if (bSuccess == false)
            {
                dwError = Marshal.GetLastWin32Error();
            }
            return bSuccess;
        }

        public static bool SendFileToPrinter(string szPrinterName, string szFileName)
        {
            // Open the file.
            FileStream fs = new FileStream(szFileName, FileMode.Open);
            // Create a BinaryReader on the file.
            BinaryReader br = new BinaryReader(fs);
            // Dim an array of bytes big enough to hold the file's contents.
            Byte[] bytes = new Byte[fs.Length];
            bool bSuccess = false;
            // Your unmanaged pointer.
            IntPtr pUnmanagedBytes = new IntPtr(0);
            int nLength;

            nLength = Convert.ToInt32(fs.Length);
            // Read the contents of the file into the array.
            bytes = br.ReadBytes(nLength);
            // Allocate some unmanaged memory for those bytes.
            pUnmanagedBytes = Marshal.AllocCoTaskMem(nLength);
            // Copy the managed byte array into the unmanaged array.
            Marshal.Copy(bytes, 0, pUnmanagedBytes, nLength);
            // Send the unmanaged bytes to the printer.
            bSuccess = SendBytesToPrinter(szPrinterName, pUnmanagedBytes, nLength);
            // Free the unmanaged memory that you allocated earlier.
            Marshal.FreeCoTaskMem(pUnmanagedBytes);
            return bSuccess;
        }
        public static bool SendStringToPrinter(string szPrinterName, string szString)
        {
            IntPtr pBytes;
            Int32 dwCount;
            // How many characters are in the string?
            dwCount = szString.Length;
            // Assume that the printer is expecting ANSI text, and then convert
            // the string to ANSI text.
            pBytes = Marshal.StringToCoTaskMemAnsi(szString);
            // Send the converted ANSI string to the printer.
            SendBytesToPrinter(szPrinterName, pBytes, dwCount);
            Marshal.FreeCoTaskMem(pBytes);
            return true;
        }
    }
}

venerdì 28 marzo 2014

Chiamate cross thread su controlli winform - C#

Se si utilizzano thread durante lo sviluppo di applicazioni c#, si può avere la necessità di agire direttamente su controlli winform, ad esempio impostare il contenuto di una casella di testo in una finestra.
Se però si tenta di agire direttamente sul controllo, ad esempio da un oggetto backgroundWorker (che altro non è che un thread), a runtime viene generata una eccezione e il debugger si lamenta per una chiamata cross-thread non correttamente gestita.
Per fortuna la soluzione è alquanto semplice, racchiusa in poche righe di codice. Ad esempio, nel codice eseguito dal backgroundWorker, basterà inserire una chiamata invoke sul controllo con il quale intendiamo interagire.
Dato una textbox chiamata txt_esempio, il codice quindi sarà:

try
{
    txt_esempio.Invoke((MethodInvoker)delegate() { 
        txt_esempio.Text = "Testo modificato da backgroundWorker"; 
    });
}
catch (InvalidOperationException ioe) { }

lunedì 20 gennaio 2014

Crono, un Time Tracker open source in php codeigniter

Dopo qualche settimana di lavoro vi presento Crono, una web application per il time tracking open source (quindi è gratuito) scritta in Php.
Specifico che il software è formato da un sistema di APIs sviluppato in Codeigniter e un frontend che si basa su Twitter Bootstrap e jQuery. Il DBMS utilizzato è MySql.
Per utilizzarlo potete clonare il repository (sempre aggiornato) oppure scaricare la versione 1.0.
Dopo averlo copiato nella cartella wwwroot di un webserver che supporti il php è necessario visitare da un browser la cartella install per installarlo correttamente.

Crono ha le seguenti caratteristiche:
  • registrazione e gestione di attività (task) sia live che manuali, collegate a progetti
  • gestione progetti
  • gestione clienti
  • gestione utenti
  • sistema di installazione

Qualche screenshot di Crono:









venerdì 6 dicembre 2013

Manipolazione di immagini con CodeIgniter


CodeIgniter permette di manipolare le immagini con una apposita libreria, eseguendo le seguenti operazioni:
  • ridimensionamento
  • cropping
  • rotazione
  • aggiunta di watermark

Ridimensionamento

La image library viene caricata dal framework mediante l'apposita funzione del framework (load), con parametro un array di configurazione. A seconda della configurazione utilizzata può essere richiamata una funzione di manipolazione immagini. Ad esempio, per eseguire un ridimensionamento devono essere specificati i parametri width e height:
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['maintain_ratio'] = TRUE;
$config['width'] = 75;
$config['height'] = 50;
//Carico la libreria con la configurazione
$this->load->library('image_lib', $config);
//Ridimensiono l'immagine /percorso/mypic.jpg
$this->image_lib->resize();
Il listato precedente ridimensiona l'immagine sovrascrivendola. Se si preferisce mantenere l'immagine originale, creando una nuova immagine ridimensionata, è possibile utilizzare il parametro di configurazione new_image:
$config['new_image'] = '/percorso/nuovaimmaginediversa.jpg';

Rotazione

Una rotazione di una immagine può essere eseguita con 5 opzioni diverse:
  • 90 gradi
  • 180 gradi
  • 270 gradi
  • "hor'' (inversione orizzontale)
  • "vrt'' (inversione verticale)
Di seguito un esempio di codice per l'inversione orizzontale dell'immagine:
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['rotation_angle'] = 'hor';

//Carico la libreria con la configurazione
$this->load->library('image_lib', $config);
$this->image_lib->rotate();

Cropping

Per ritagliare una immagine si può utilizzare la funzione crop specificando gli assi X e Y lungo i quali eseguire il cropping:
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['x_axis'] = '100';
$config['y_axis'] = '60';
//Carico la libreria con la configurazione
$this->load->library('image_lib', $config);
//Eseguo il cropping 
$this->image_lib->crop();

Watermark

L'aggiunta di un watermark (filigrana) può avvenire attraverso due modalità, text (aggiunta di un testo all'immagine) e overlay (aggiunta di una piccola immagine in overlay all'immagine originale). Vediamo un esempio dell'ultimo caso, con una piccola immagine da inserire in basso a destra, con un padding di 5 pixel dai vertici:
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['wm_vrt_alignment'] = 'bottom';
$config['wm_hor_alignment'] = 'right';
$config['wm_padding'] = '5';
$config['wm_overlay_path'] = '/percorso/watermark.png';
//Carico la libreria con la configurazione
$this->load->library('image_lib', $config);
//Eseguo l'aggiunta del watermark
$this->image_lib->watermark();

Ora la risposta ad un problema che mi ha fatto sbattere un po' la testa prima di comprenderne la (ovvia) soluzione. Se voglio manipolare due immagini di fila, ma con una configurazione diversa? Notiamo nei listati precedenti come la libreria venga caricata dal metodo load con l'array di configurazione, ma questo deve avvenire solo una volta, dopodiché la libreria è già stata caricata all'interno dell'esecuzione di codeigniter. La risposta è l'utilizzo delle funzioni clear ed initialize, vediamone un esempio concreto:
//Impostazioni cropping
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['x_axis'] = '100';
$config['y_axis'] = '60';
//Carico la libreria con la configurazione
$this->load->library('image_lib', $config);
//Eseguo il cropping
$this->image_lib->crop();

//Cancello le impostazioni della libreria
$this->image_lib->clear();
//Impostazioni per rotazione orizzontale
$config['image_library'] = 'gd2';
$config['source_image'] = '/percorso/mypic.jpg';
$config['rotation_angle'] = 'hor';

//Carico la libreria con la configurazione
$this->image_lib->initialize($config);
//Eseguo la rotazione
$this->image_lib->rotate();

giovedì 28 novembre 2013

API RESTful con Codeigniter usando codeigniter-restserver


Nel post precedente ho mostrato come creare un semplice sistema API con il solo metodo GET. Ma se volessimo un server API che risponda secondo lo standard RESTful, dovremmo gestire anche i metodi POST, PUT e DELETE.
In particolare, lo standard consiglia di utilizzare:
  • GET per richieste di lettura di una risorsa
  • POST per richieste di creazione di una risorsa
  • PUT per richieste di modi ca di una risorsa
  • DELETE per richieste di eliminazione di una risorsa 
 Per fare questo velocemente e possibile appoggiarsi ad una libreria di terze parti, codeigniter-restserver.

Installazione

Il primo passo è ovviamente scaricare il pacchetto dalla pagina github della libreria. Il pacchetto includerebbe anche CodeIgniter, ma è molto probabile che si voglia integrare restserver in un progetto codeigniter gi à esistente. In questo caso è su fficiente copiare i files
application/libraries/Format.php
application/libraries/REST_Controller.php
application/config/rest.php
nella propria directory application, e ricordarsi di caricare automaticamente la classe REST_Controller come libreria nel fi le di con gurazione
application/config/autoload.php
Per personalizzare le opzioni di restserver, basta modi care l'apposito fi le precedentemente copiato:
application/config/rest.php

Funzionamento di base

Per il buon funzionamento del sistema è necessario creare controller che estendono la classe base REST_Controller. La libreria elabora le richieste sulla base del metodo HTTP utilizzato e della risorsa (controller), eseguendo la funzione corrispondente all'insieme dei due elementi, sempre seguendo la logica CodeIgniter. Per spiegarmi meglio, ipotizziamo di avere il seguente controller:
class News extends REST_Controller
{
    public function index_get()
    {
        // Lettura delle news
    }

    public function index_post()
    {
        // Crea una news
    }
 
 public function index_put()
    {
        // Modifica una news
    }
 public function index_delete()
    {
        // Elimina una news
    }
}
Una richiesta del tipo
GET http://www.example.com/news
comporterà l'esecuzione della funzione index_get, index perché l'url è senza una funzione specificata (news è direttamente il controller) e get perché il metodo HTTP utilizzato è, appunto, GET.

L'accesso ai parametri è garantito dalle funzioni get, post e put.
$this->get('id'); //mappatura di $this->input->get()
$this->post('id'); //mappatura di $this->input->post() 
$this->put('id'); 
Per i parametri del metodo DELETE, poiché lo standard non li prevede, è sufficiente gestirli direttamente dalla funzione richiamata dal controllore:
public function index_delete($id)
    {
        $this->response(array(
            'returned from delete:' => $id,
        ));         
    }

E' possibile inviare in output una struttura dati con la funzione response, gestendo anche la risposta HTTP direttamente (opzionale). In questo modo la libreria si preoccuperà di formattare la risposta a seconda dello standard impostato nella configurazione (io consiglio JSON). Inoltre, gestendo le risposte HTTP, è possibile utilizzare codici appropriati come il 201 per HTTP 201 Created e 404 per HTTP 404 Not Found (in quest'ultimo caso il primo parametro sarà una risorsa vuota, come ad esempio un array senza elementi).
public function index_post()
{
    // ...crea una news

    $this->response($news, 201); // Manda la risposta HTTP 201
}
Queste sono i tips principali per lo sviluppo di un sistema API con codeigniter-restserver. Non ho parlato per motivi di tempo delle altre caratteristiche della libreria, quali la gestione di API Keys, la gestione dell'autenticazione ecc. per le quali rimando direttamente al sito ufficiale.

mercoledì 27 novembre 2013

Un semplice sistema API GET CodeIgniter con risposta JSON

In questo post volevo descrivere una implementazione relativa ad un sistema API che usa esclusivamente il metodo HTTP GET, sempre in ottica di progetti web strutturati con una netta separazione tra vista (lato client) e controllo (lato server).
Il mio framework php preferito (CodeIgniter) gestisce in modo nativo le richieste con metodo HTTP GET, quindi creare un semplice sistema di API a sola lettura è molto semplice. Ipotizziamo di creare una sottocartella chiamata api nella cartella controller, e di posizionarvi dentro i vari controller che rispecchieranno le risorse delle API.

application
   |- controllers
      |- api
         |- news.php

A questo punto sappiamo che CodeIgniter gestirà che richieste del tipo
http://www.example.com/api/news/getAll
http://www.example.com/api/news/getSingle/12
richiedendo l'esecuzione del controller news.php che compare nell'albero di esempio, con i metodi getAll senza parametri e getSingle con un parametro GET valorizzato a "12".
Vediamo quindi il codice del controller:
class News extends CI_Controller {

 public function getAll()
 {
  $query = $this->db->get('news');
  $elenco_news = array();
  foreach ($query->result() as $row)
  {
       $news = new stdClass();
       $news->id = $row->id;
       $news->titolo = $row->titolo;
       $news->contenuto = $row->contenuto;
       array_push($elenco_news, $news);
  }
  echo json_encode($elenco_news);
 }
 
 public function getSingle(id)
 {
  $this->db->from('news')->where('id',$id);
  $query = $this->db->get();
  $row = $query->row(); 
  $news = new stdClass();
  $news->id = $row->id;
  $news->titolo = $row->titolo;
  $news->contenuto = $row->contenuto;
  echo json_encode($news);
 }

}
Sarà sufficiente quindi creare un controller per ogni tipo di risorsa (ad esempio news, eventi, banner) ed i relativi metodi, ricordandosi di strutturare le risposte in formato JSON come da esempio.

martedì 19 novembre 2013

Chiamate AJAX cross domain JQuery ad API JSON

Ultimamente i progetti web-based sono strutturati tutti in modo simile, ossia con un backend API e un frontend che interroga le API, solitamente in ajax.
In particolare i miei progetti sono caratterizzati da PHP + CodeIgniter lato API (con risposte JSON), e jQuery lato frontend.
Il jQuery si comporta magnificamente con le chiamate Ajax, ma qualche giorno fa mi è capitato il caso di interrogare le API da un dominio diverso da quello del server dove risiedono. Il problema è relativo al fatto che jQuery non permette chiamate ajax cross-domain con tipologia JSON oppure testo normale, come restrizione di sicurezza.
Leggendo la documentazione, viene specificato che le chiamate cross-domain sono possibili solo per la tipologia di scambio dati JSONP.
Ma che diavolo è JSONP? Il fantomatico JSON with Padding è un formato di interscambio dati basato su due semplici punti:
- una funzione di callback
- come parametro della precedente, il JSON che intendiamo trasmettere.
Ad esempio, questo è JSONP
funzionecallback({"status":"ok"})
Mentre il rispettivo JSON sarebbe
{"status":"ok"}
La funzione di callback lato client si può specificare mediante un apposito comando di configurazione di $.ajax oppure lasciare che sia jQuery a decidere il nome della callback ed a inviarlo come parametro GET (chiamato appunto, callback) alle API.
Vediamo quindi nel dettaglio come gestire le nozioni precedentemente apprese. Lato API, vediamo un semplice esempio in cui vogliamo come output un oggetto di prova contenente id e descrizione:
$obj = new stdClass();
$obj->id = "56321564";
$obj->descrizione = "Prova di descrizione";

if ($_GET['callback']!='') {
    echo $_GET['callback'].'('.json_encode($obj).')';
} 
else {
    echo json_encode($obj);
}
In questo modo siamo in grado di capire in maniera molto semplice (senza header http) in che formato mostrare il risultato: se esiste un parametro GET chiamato callback, lo script deve utilizzare il formato JSONP, altrimenti il JSON normale.
Ed ora la parte frontend, in jQuery:
var apiUrl = "http://www.example.com/api/example.php";
$( document ).ready(function() {
    $.ajax({
        type: "GET",
        url: apiUrl,
        dataType: "jsonp" ,
        crossDomain: true,
    }).done(function( json_response ) {
        console.log(JSON.stringify(json_response));
    }).fail(function(jqXHR, textStatus) {
        $('#result').html( "Request failed: " + textStatus + " " + jqXHR.status );
    });

});
La quale produrrà il risultato voluto in console:
{"id":"56321564", "descrizione": "Prova di descrizione"}
Importanti sono l'opzione dataType nella chiamata Ajax impostata su jsonp e crossDomain impostato su true.

domenica 4 agosto 2013

Come far parlare il Raspberry Pi tramite php


Qualche tempo fa ho cominciato a divertirmi con il mio Raspberry Pi. Una delle prime cose che ho voluto fare è stata quella di far parlare il raspPi attraverso il sintetizzatore vocale. In che modo? Con una pagina php richiamata dall'utente.
Per realizzare il tutto, basta installare un webserver (lighttpd nel mio caso) con interprete php5 e il sintetizzatore vocale (espeak), configurando i diritti della www-root:

sudo apt-get install lighttpd
sudo apt-get install php5-common php5-cgi php5
sudo lighty-enable-mod fastcgi-php
sudo service lighttpd force-reload
sudo chown www-data:www-data /var/www
sudo chmod 775 /var/www
sudo apt-get install espeak
Facciamo una prova, poi eseguiamo visudo per dare i diritti di esecuzione all'utente www-data attraverso visudo
espeak -vit "Prova di testing"
sudo visudo
Lo so che è un incredibile errore di sicurezza, ma tanto il mio RaspberryPi sta solo in casa e quindi per facilità ho abilitato l'utente a poter eseguire con sudo e senza password qualsiasi comando. Aggiungiamo quindi la seguente riga nel visudo
www-data ALL=(ALL) NOPASSWD: ALL
Creiamo una pagina php sotto la cartella /var/www con il seguente contenuto:
<?php 
echo exec(" sudo /usr/bin/espeak -vit \"Questo messaggio viene riprodotto ogni volta che si visita la pagina da un browser\"", $out, $out2);
?>
Questo ovviamente apre uno scenario fantastico relativo alla domotica :-)